Gli affitti brevi entrano nella dichiarazione dei redditi 2018.

29 maggio 2018

Gli affitti brevi entrano nella dichiarazione dei redditi 2018Il 2018 si apre con un’importante novità in ambito fiscale: da quest’anno sarà necessario comunicare, in sede di dichiarazione dei redditi, le somme guadagnate grazie agli affitti brevi. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione nei giorni scorsi i modelli 730 e Redditi per l’anno di imposta 2017, nei quali è stata inserita la nuova disciplina fiscale per i contratti ad uso abitativo della durata inferiore ai 30 giorni.

A partire dal 1 giugno 2017, infatti, le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa devono dichiarare le somme assoggettate al regime della cedolare secca con ritenuta pari al 21%, dal momento che costituiscono reddito fondiario per il proprietario dell’immobile. Sono naturalmente soggetto di imposta i contratti di affitto breve conclusi con l’intervento di intermediari immobiliari, compresi i portali online: per questo viene comunemente denominata Tassa Airbnb. In questi casi la ritenuta viene versata direttamente dagli intermediari.

Nel 730/2018 il reddito proveniente dalla locazione breve va indicato nel Quadro B, ma è stato anche aggiornato il rigo F8 dove indicare l’importo delle ritenute subite. Nel modello Redditi va indicato nel Quadro RB.

Diverso il caso in cui siano sublocatori o comodatari a riscuotere i proventi dell’affitto breve: il reddito è classificato non più come fondiario ma come diverso e va inserito nel Quadro D al Rigo D4, con il codice 10 per chi utilizza il modello 730, o nel Quadro RL per chi compila il Modello Redditi. Al proprietario basterà invece indicare la rendita catastale.
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